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Il Museo della Guerra Bianca in Adamello mette a disposizione dei propri utenti un servizio libreria con ordinazione on-line dove reperire libri, materiali multimediali e altri oggetti relativi alla Guerra Bianca, al suo territorio ed al suo contesto storico, paesaggistico ed ambientale.

Le pubblicazioni proposte, alcune realizzate in proprio dal Museo, sono spesso difficili da reperire altrove, salvo presso alcune librerie specializzate.

Giovedì, 10 Agosto 2017 16:17

A FERRO E FUOCO

Il bombardamento di Ponte di Legno. 27 Settembre 1917

A Ferro e Fuoco

  • titolo: A Ferro e Fuoco
  • sottotitolo: Il bombardamento di Ponte di Legno. 27 Settembre 1917
  • curatore: Walter Belotti e John Ceruti
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2017 (prima edizione)
  • pagine: 40
  • formato: cm 21 x 29,7
  • carta: patinata opaca 150 grammi
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: cartoncino semirigido
  • illustrazioni: sì (70 fotografie d’epoca)
  • peso: 230 grammi
  • ISBN: 978-88-942761-0-7

 

Prezzo: euro 5,00

Libro disponibile per l’acquisto online e presso le biglietterie del Museo della Guerra Bianca in Adamello (Temù BS).

Descrizione:

Opuscolo fotografico composto da una settantina di immagini d’epoca, realizzato in concomitanza dell’omonima mostra "A ferro e fuoco - Il bombardamento di Ponte di Legno, 27 settembre 1917" allestita presso la sala delle esposizioni temporanee del Museo della Guerra Bianca in Adamello nei mesi di luglio-dicembre 2017.

Con questa mostra e pubblicazione il Museo ha voluto ricordare il centenario dei tragici eventi che hanno visto come sfortunata protagonista la comunità di Ponte di Legno, un paese alpino dell’Alta Valle Camonica, in provincia di Brescia, durante la Grande Guerra situato a ridosso delle prime linee del fronte Tonale-Adamello.

Venerdì, 23 Giugno 2017 13:15

Quando il buon Dio volle…

1917-1918 Il ripiegamento al Grappa e la prigionia in Austria nelle memorie di un alpino dalignese del battaglione Valcamonica

Quando il buon Dio volle…

  • titolo: Quando il buon Dio volle…
  • sottotitolo: 1917-1918 Il ripiegamento al Grappa e la prigionia in Austria nelle memorie di un alpino dalignese del battaglione Valcamonica
  • autore: Amerigo Maroni
  • curatore: Mauro Ezio Cavalleri, Walter Belotti e John Ceruti
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2017 (prima edizione)
  • pagine: 256
  • formato: cm 16,5 x 24
  • carta: patinata opaca 150 grammi
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: semirigida con alette
  • illustrazioni: sì (173 fotografie, 142 delle quali d’epoca)
  • peso: 832 gr (0,8 kg circa)
  • ISBN: 978-88-904522-6-0
  • carta allegata: Inserita sotto l’aletta la riproduzione, sul fronte, della piantina del campo di prigionia di Braunau am Inn, e, sul retro, la piantina dettagliata del cimitero dello stesso campo
    • formato chiuso: cm 15 x 22; formato aperto: cm 60 x 32
    • carta patinata opaca 100 gr.

 

Prezzo: euro 17,00

Libro disponibile per l’acquisto online e presso le biglietterie del Museo della Guerra Bianca in Adamello (Temù BS) e del Forte Montecchio Nord (Colico LC).

Descrizione:

Ancora dopo cento anni dalla Prima Guerra Mondiale una nuova testimonianza infrange il muro del silenzio e si unisce alle ritrovate voci di un coro che la costruzione del mito della “Vittoria” aveva per troppi decenni soffocato. Sono le voci dei prigionieri di guerra italiani, riemerse dalla polvere di vecchi archivi, cantine e soffitte a ricordarci i risvolti ancora poco noti di una guerra vissuta al termine della battaglia, lontana dal fronte guerreggiato ma in casa del “nemico” e per questo non meno sofferta né priva di epiloghi luttuosi. Quella racchiusa in Quando il buon Dio volle… è la testimonianza dell’alpino Amerigo Maroni, un muratore originario di Villa d’Allegno, nelle montagne bresciane, caporale maggiore nella 252ª Compagnia del Battaglione Valcamonica. Anch’egli, infatti, come tanti altri reduci, nei mesi successivi alla conclusione del conflitto ha affidato alle pagine di un quaderno i ricordi per lui più significativi della propria parentesi militare, nel suo caso focalizzati sul momento più difficile: la prigionia. Un quaderno – rinvenuto da un pronipote in un baule nella soffitta della casa avita – composto di cento pagine interamente manoscritte, nelle quali Amerigo Maroni, in uno stile narrativo tipico di chi poté beneficiare della sola istruzione di scuola elementare, ha trasposto in forma quasi diaristica le vicissitudini che hanno caratterizzato i convulsi giorni del novembre 1917 con Il ripiegamento dal Lagorai al massiccio del Grappa, la cattura in battaglia sul monte Fontana Secca e l’intero anno di prigionia nelle mani degli austro-ungarici. Sono pagine in cui il freddo e la fame, le speranze e le disillusioni, i sotterfugi per sopravvivere e la gioia di piccole conquiste, le paure e la struggente malinconia per la famiglia lontana e dalla quale non si ricevono notizie per mesi, l’impotenza di fronte alla sofferenza e all’ecatombe dei compagni di sventura costituiscono il tema portante che accompagna la narrazione delle esperienze vissute in prima persona, scritte senza alcuna pretesa se non quella che lo stesso Amerigo Maroni ha, con commovente umiltà, precisato in chiusura del memoriale:

“Qui finisco le mie memorie, domandando scusa ed un begnigno compatimento à chi Leggerà questo mio manoscritto. In esso non vi è nulla di pregievole, ma fu solo per ricordo dei miei tristi giorni di prigionia. Questo manoscritto contiene la pura verità di ciò che mi è accaduto e veduto coi miei propri occhi. Nessuna voglia avevo di scrivere delle mensogne, ne di scrivere prodesse che non avevo ne compiuto ne visto. Scrissi solo i principali avvenimenti, perché se volessi narrare tutto mi ci vorrebbe di scrivere molto di più e la mia istruzione non è sufficiente per spiegare bene ogni cosa, ed il caro lettore sarà tanto buono e gentile di perdonare ogni errore che può trovare nel mio misero manoscritto.” [Amerigo Maroni]

Il volume, oltre all’importante apporto iconografico costituito da 173 immagini, 142 delle quali d’epoca, è arricchito con diversi capitoli in appendice, box e note di approfondimento e contestualizzazione, con lo stralcio del Diario Storico Militare del Battaglione Valcamonica (periodo 1-26 novembre 1917) e con le toccanti testimonianze di altri due alpini commilitoni di Amerigo Maroni nella 252ª Compagnia: Eugenio Defendente Donati di Ponte di Legno (BS) e Antonio Giuseppe Fantoni di Rovetta (BG).

Sommario:

pag. 7 Ringraziamenti
pag. 9 Premessa
pag. 13 Introduzione
pag. 21 Avvertenze
pag. 22 Referenze iconografiche)
pag. 23 La variante del nome Americo - Amerigo
pag. 25 Amerigo Maroni

PARTE PRIMA;

pag. 37 Annotazioni di date memorabili
pag. 43 Ritirata

APPENDICE 1:

 
Pag. 69 Il ripiegamento al Grappa e la prima battaglia d’arresto nel Diario Storico del Battaglione Valcamonica (1-26 novembre 1917)
Pag. 89 Il caso di Armido Guerri e il fenomeno dell’autolesionismo nella Grande Guerra
Pag. 92 I proietti a shrapnel
Pag. 94 Chiamavo i morti per soccorrermi, perché i vivi mi facevano paura

SECONDA PARTE;

pag. 103 )(Prigionia)(
pag. 115 Soggiorno a St. Vittorio (Veneto).
[Soggiorno a Vittorio Veneto]
pag. 128 Soggiorno a Braùnaù a inn ob. ost.Soggiorno a St. Vittorio (Veneto).
[Soggiorno a Braunau am Inn - Oberösterreich]

APPENDICE 2:

 
Pag. 161 Le Convenzioni dell’Aia e le normative sui prigionieri di guerra
Pag. 169 Braunau am Inn e i campi per internati civili e prigionieri di guerra
Pag. 180 Pasta-austriaca (Erba) sempre erba e di grazia a trovarne nella gavetta
Testimonianza di un quotidiano supplizio, narrata nella lettera inviata alle sorelle da un reduce della prigionia
Pag. 196 Le normative sulla spedizione dei pacchi ai prigionieri di guerra
Pag. 220 Vittorina Maggioni e l’opera di conforto morale delle “madrine di guerra”
Pag. 229 L’odissea del rimpatrio. Le ultime vicissitudini dei prigionieri italiani liberati
Pag. 243 Bibliografia
Pag. 247 Indice
Pag. 249 Il Museo della Guerra Bianca in Adamello
Martedì, 09 Agosto 2016 12:47

L’impresa dell’Adamello

Stato Maggiore della 5ª divisione di fanteria aprile / maggio 1916

L’impresa

  • titolo: L’impresa dell’Adamello
  • sottotitolo: Stato Maggiore della 5ª divisione di fanteria aprile / maggio 1916
  • autore: Alberto Cavaciocchi
  • curatore: Paolo Marini
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2016 (prima edizione)
  • pagine: 439
  • formato: cm 16,5 x 24
  • carta: patinata opaca 150 grammi
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: semirigida con alette
  • illustrazioni: sì (oltre 190 foto d’epoca, in parte inedite)
  • peso: 1,3 kg circa
  • ISBN: 978-88-904522-5-3

 

Prezzo: euro 23,00

Libro disponibile per l’acquisto online e presso le biglietterie del Museo della Guerra Bianca in Adamello (Temù BS) e del Forte Montecchio Nord (Colico LC).

Descrizione:

Il volume, curato da Paolo Marini e, per la parte fotografica, da Marco Ghizzoni, John Ceruti e Walter Belotti, è la stampa integrale della relazione e, per la prima volta, di tutti gli allegati tecnici della vasta documentazione prodotta nel 1916 per la preparazione e l’esecuzione delle battaglie della primavera del 1916 condotte sull’Adamello. Il volume è frutto della collaborazione con il Museo del Risorgimento di Milano (che conserva i documenti originali) e del Museo della Guerra Bianca che ha curato la trascrizione integrale dei testi e ha realizzato l’accurata documentazione fotografica con centinaia di immagini d’epoca specificatamente inerenti i fatti d’arme citati nei testi.

Le vicende narrate dall’autore, Alberto Cavaciocchi, comandante della 5ª divisione di fanteria posizionata sul fronte lombardo della Grande Guerra, costituiscono gli episodi più emblematici della Guerra Bianca. Una guerra atipica, lontana dall’immaginario collettivo tramandato fino ai giorni nostri fatto di assalti alla baionetta con molte migliaia di uomini coinvolti. La guerra in montagna, mai prima combattuta a tali altezze, richiedeva nuove regole, nuove tattiche che gli eserciti non avevano mai applicate prima, dotandosi quindi di strumenti bellici e logistici innovativi. Tuttavia il significato più umano e profondo della “Guerra Bianca” va oltre l’aspetto militare. Esso affonda le proprie radici nello spirito e nel sacrificio degli uomini che quella guerra hanno combattuta in condizioni a volte spaventose, affrontando un nemico comune spesso molto più pericoloso delle pallottole e delle granate avversarie: riuscire cioè a sopravvivere con temperature polari fino a oltre 35 gradi sottozero, con le valanghe che seppellivano interi reparti in marcia verso le posizioni più elevate, ove gli uomini erano costretti per lunghi periodi in condizioni igieniche e sanitarie oggi inimmaginabili. È a questo sacrificio che questo testo intende ispirarsi, come testimoniato dalle paroledel suo autore nell’encomio alle truppe del 20 maggio 1916.

[…] un mesto e reverente saluto rivolgo a quelli che il piombo nemico seppe scegliere tra i migliori e che suggellarono col sacrificio della vita l’epica impresa. Nel piccolo cimitero che ne conserva le spoglie mortali ho ordinato sia posta la seguente epigrafe:

“A MEMORIA DEI PRODI CHE DAL RIFUGIO GARIBALDI, CON ARDIMENTO DEGNO DI TANTO NOME, ATTRAVERSO LE GELIDE VEDRETTE BIANCHE SOTTO L’ADAMELLO, MOSSERO INCONTRO ALLA VITTORIA E ALLA MORTE, RECANDO NELL’ANIMO INVITTO IL SACRO FUOCO DELL’AMORE DI UNA PATRIA PIU’ GRANDE”

L’autore:

Il generale Alberto Cavaciocchi (Torino, 1862 - 1925) riveste certamente un ruolo determinante nelle operazioni militari che videro protagonisti gli Alpini sui ghiacciai dell’Adamello nella primavera del 1916.

Nella prima parte della sua carriera militare egli ricopre ruoli con responsabilità storico/accademico presso la Scuola di Guerra e l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito.

Torna a coprire incarichi operativi già nella guerra di Libia (dove viene decorato di Medaglia d’Argento); vive il periodo di maggiore successo al comando delle truppe alpine della 5ª divisione in Valtellina e Valcamonica, promuovendo le azioni descritte in questo volume, anche grazie al contributo dei numerosi Ufficiali che lo coadiuvarono in questo nuovo modo di combattere in alta montagna, dovendo superare difficoltà mai prima sperimentate da un esercito combattente.

Conclude la sua carriera operativa sul fronte dell’Isonzo, dove al comando del IV corpo d’armata subisce l’aggiramento alle spalle per il cedimento del contiguo corpo d’armata (il XXVII del generale Badoglio) nelle tragiche giornate di Caporetto. Destituito dal generale Cadorna il 25 ottobre 1917, trascorrerà gli ultimi anni della sua vita lasciando copioso materiale di scritti, memorie e corrispondenze, volte a rivendicare un più attento esame delle proprie responsabilità effettive nei giorni dell’ottobre 1917..

La morte lo coglie improvvisamente nella sua città natale nel maggio 1925.

Sommario:

pag. 5 Presentazione
pag. 7 Prefazione
pag. 18 Bibliografia
pag. 19 Relazione circa il combattimento del 12 aprile 1916
pag. 33 Fascicolo Allegati annessi alla Relazione (A-M)
pag. 105 Relazione sui fatti d’arme compiuti dal 29 aprile al 25 maggio 1916
pag. 147 Indice degli Allegati annessi alla Relazione (1-65)
pag. 153 Fascicoli degli Allegati annessi alla relazione (1-65)
pag. 433 Appendice
Mercoledì, 29 Giugno 2016 17:44

Guerra Bianca

Storia e memoria nei luoghi della Grande guerra in Lombardia

 Docufilm su supporto DVD

Guerra Bianca. Storia e memoria nei luoghi della Grande guerra in Lombardia

  • produzione: Team Italia Videoproduzioni
  • consulenza scientifica: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • contenuto cofanetto: 1 DVD
  • durata: 68'
  • anno: 2015
  • lingua: italiano
  • produttore esecutivo: Claudia Sartirani
  • regia e montaggio: Roger A. Fratter
  • riprese: Franco Valtellina
  • testi: John Ceruti - Antonio Trotti
  • segretaria di produzione: Maria Elena Baroni
  • voce narrante: Adele Di Maggio
Prezzo: euro 15,00

DVD disponibile per l’acquisto online e presso le biglietterie del Museo della Guerra Bianca in Adamello (Temù BS) e del Forte Montecchio Nord (Colico LC).

Descrizione:

Le testimonianze presenti sul territorio ci offrono la possibilità di un viaggio nel tempo: il racconto intenso di una guerra in parte solo preparata e in parte combattuta a oltre 3.000 metri di quota.

Una narrazione avvincente che si snoda tra documenti di repertorio, scenari di sorprendente bellezza e manufatti storici che si ergono come sentinelle, là dove oggi regna solo il silenzio.

A un secolo dalla Prima Guerra Mondiale, il film rende omaggio ai soldati protagonisti di quelle tragiche vicende.

E alle stupende montagne che di queste vicende conservano, intatta, la memoria, ricordandoci con discrezione l'immenso valore della pace.

Giovedì, 22 Gennaio 2015 18:46

Dallo Stelvio al Garda (vol. I)

Alla scoperta dei manufatti della Prima Guerra Mondiale

Dallo Stelvio al Garda (vol. I)

  • autore: Walter Belotti
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2004
  • pagine: 279
  • formato: 16,5 x 24 cm
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: semirigida con alette
  • illustrazioni: sì
  • peso: 870g circa

 

Prezzo: euro 20,00

Libro disponibile per l’acquisto online e presso le biglietterie del Museo della Guerra Bianca in Adamello (Temù BS) e del Forte Montecchio Nord (Colico LC)

Un volume dedicato a 27 suggestivi itinerari storico-escursionistici tra le montagne lombarde, teatro degli avvenimenti di una guerra che ha profondamente segnato un'epoca.
I testi del volume sono completati da una ricca documentazione fotografica a colori dell'autore e da un'interessante raccolta iconografica di immagini d'epoca facenti parte dell'archivio storico del Museo.

Descrizione:

La porzione più occidentale del fronte italo-asburgico della Prima Guerra Mondiale coinvolse il margine orientale del territorio Lombardo, per una profondità di alcune decine chilometri e un'ampiezza di oltre 170. Si tratta di un territorio montuoso, prevalentemente di media e alta quota: fu qui che ebbero luogo le battaglie più alte della Grande Guerra, fu qui che la guerra trovò una connotazione tanto specifica da meritare, fin da allora, il nuovo appellativo di "Guerra Bianca".

In molte zone di pianura, dove certamente le battaglie furono più cruente, i segni della guerra sono stati da tempo cancellati dalla volontà di ricostruire, dal desiderio di riprendere a vivere e a coltivare dopo la distruzione di campi, case e vite umane. Nei territori di media e alta quota dell'arco alpino le profonde ferite lasciate dalla guerra non sono ancora completamente rimarginate, sebbene stiano scomparendo nel lento ma inesorabile processo della natura che, via via, si riprende postazioni, trincee, baracche e tutti i ricordi che questi manufatti rappresentano e custodiscono.

Il volume di Walter Belotti, socio fondatore e oggi Presidente e Direttore Amministrativo del Museo della Guerra Bianca in Adamello, ci aiuta nel recuperare con curiosità e passione un tassello di storia e di umanità da non perdere: questa guida offre infatti al lettore diverse possibilità per la riscoperta di manufatti e frammenti di storia disseminati lungo l'ex linea di confine della Prima Guerra Mondiale in territorio lombardo. Steso con linguaggio efficace e facilmente comprensibile, il volume fornisce al lettore numerosi spunti per la corretta lettura delle tracce lasciate dalla guerra.

E proprio per la vastità del territorio e la ricchezza delle testimonianze materiali che vi si trovano, il volume – insieme al secondo – non pretende di esaurire la presentazione di tutto il patrimonio presente. Anzi, non può che essere tra i primi di una collana che, con gli anni, potrà accompagnare gli appassionati delle nostre montagne alla scoperta di nuovi itinerari attraverso i luoghi della memoria.

Luoghi e manufatti che costituiscono un'eredità pesante, costata immani fatiche di sudore e di sangue da parte dei contendenti di entrambi gli eserciti in lotta, uomini delle stesse montagne divisi da un confine, una linea ideale che divenne di ghiaccio, roccia e filo spinato. Oggi, proprio grazie agli interventi di salvaguardia che da tempo si stanno attuando con tale spirito di collaborazione e con le indicazioni storiche e di percorso come quelle contenute in questo volume, è possibile rivisitare le vecchie linee di confine con la coscienza di cosa esse siano state e apprezzare la tecnica dell'uomo che seppe sfruttare le diverse pieghe della montagna per costruire strade e ricoveri, la maestria del semplice muratore che, vestito da soldato, con la sola e perfetta posa di pietre a secco seppe realizzare opere militarmente importanti, ma soprattutto splendide e perfettamente integrate nell'ambiente e che hanno saputo resistere non solo alla furia dei combattimenti ma anche al successivo, lungo, abbandono.

Il volume propone con una formula nuova e avvincente un viaggio nella storia del territorio lombardo e delle sue genti. La meticolosa scoperta, l'approfondito studio e l'attenta valorizzazione dei segni della Prima Guerra Mondiale presenti come ferite sulle nostre montagne, consentono oggi di proporre un nuovo modo di fare turismo e cultura, insieme. Oltre a rivolgere l'attenzione alle preziose valenze paesaggistiche di una natura che spazia dalle tiepide acque del Lago di Garda ai perenni ghiacciai dello Stelvio, e inseguire le tracce di architettura militare lasciate con umiltà in ogni anfratto delle montagne contese, questo testo propone un modo di frequentare il territorio fatto di maggiore attenzione ai particolari e di grande rispetto per il lavoro, la fatica e i sacrifici che questi manufatti portano con sé. Ogni percorso proposto nel volume reca un proprio specifico inquadramento storico, sì da dar voce alla gran moltitudine di manufatti militari che vi si incontrano. Le testimonianze della Grande Guerra combattuta in Lombardia sono infinite: ogni strada, ogni sentiero, ogni trincea o muretto di sassi narra la storia di uomini, italiani, austriaci, ungheresi, persino russi, costretti a lasciare la propria terra, la propria casa, i propri affetti, per combattere una guerra insensata che essi stessi non erano in grado di comprendere. Oggi spetta a noi, che possiamo e dobbiamo muoverci sul territorio con una nuova consapevolezza, interpretare questi manufatti e saper leggere questa storia sia come momento di crescita culturale, sia e soprattutto quale momento di profonda riflessione.

Sommario:

pag. 4 Presentazione
pag. 6 Prefazione
pag. 8 Introduzione – Il modello “Parco Culturale Integrato” e percorsi alternativi di turismo culturale in Lombardia
pag. 14 Il Museo della Guerra Bianca in Adamello
pag. 20 Il Parco Culturale Integrato “La Guerra Bianca: il suo territorio, le sue genti”
pag. 24 La Prima Guerra Mondiale dal Passo dello Stelvio al Lago di Garda
pag. 45 Gli itinerari
pag. 46 1) Dal Giogo di Santa Maria (IV Cantoniera) alla Bocchetta di Forcola e alla punta di Rims
pag. 54 2) Da Santa Lucia al Forte Venini al Dossaccio
pag. 62 3) Da Cresalva al Forte Serioli ai Canali
pag. 70 4) Dal Rifugio Berni al Bivacco Ortles
pag. 78 5) Dal Rifugio Bonetta all’Anticima del Monte Gavia
pag. 86 6) Dal Passo del Tonale alla Cima Cadì
pag. 98 7) Dal Passo del Tonale alla Cima Castellaccio
pag. 112 8) Dal Passo Paradiso al Passo Pisgana, lungo il “Sentiero dei Fiori”
pag. 126 9) Da Sant’Apollonia al Passo delle Gràole
pag. 134 10) Da Case di Viso alla Punta di Ercavallo
pag. 144 11) Da Case di Viso al Rifugio Bozzi
pag. 154 12) Dal Passo del Tonale al Monte Tonale Orientale
pag. 162 13) Da Ponte di Legno alla Baita del Pastore
pag. 172 14) Da Cané alla Bocchetta di Val Massa
pag. 180 15) Da Fondovalle al Rifugio Garibaldi
pag. 190 16) Dal Passo Paradiso alla vetta di Cresta Croce
pag. 198 17) Da Tu a cima Rovaia
pag. 206 18) Da Incudine al Davenino
pag. 212 19) Dal Mortirolo al Monte Pagano
pag. 220 20) Dalla Malga Lincino al Passo di Forcel Rosso
pag. 226 21) Dalle Case di Val Paghéra al Passo e Cima Monoccola
pag. 236 22) Dalla Ràsega in Valsaviore al Passo di Campo
pag. 244 23) Dalla Malga Cadino della Banca al Lago della Vacca
pag. 250 24) Dal Rifugio Nikolajewka al Passo del Termine
pag. 256 25) Da Schilpario al Rifugio Tagliaferri
pag. 264 26) Dai Fienili di Rest alla Cima Tombea
pag. 272 27) Dal Passo Nota alla Bocca dei Fortini e sul Monte Carone
pag. 278 Bibliografia
pag. 279 Biografia dell’Autore
Domenica, 21 Dicembre 2014 17:37

Adamello, il tempo dei pionieri

  • Adamello, il tempo dei pionieriautore: Vittorio Martinelli
  • fotografo: Danilo Povinelli
  • editore: D. & C. Povinelli
  • luogo: Pinzolo TN
  • anno: 1999 (2ª edizione)
  • pagine: 320
  • formato: cm 24 x 32,5
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: rilegatura in filo refe
  • copertina: cartonato con sovraccoperta
  • illustrazioni: 438 immagini fra fotografie a colori, in bianco e nero e cartine
  • peso: 2,3 kg

Prezzo: euro 62,00

Descrizione:

Un’affascinante sguardo sulle origini dell'esplorazione alpina e storico preludio alla Prima Guerra Mondiale.

Il Massiccio montuoso dell'Adamello, pur non detenendo il primato delle maggiori quote sull'arco alpino fu, nella metà dell'Ottocento, l'ultimo importante Gruppo di alte montagne a essere esplorato dall'uomo.

La pressoché totale sconoscenza dei luoghi, ignorati dalle timorate e superstiziose popolazioni vallive; le difficoltà alpinistiche dettate dalla conformazione del terreno e dalle quote elevate, superiori ai 3.000 metri; ma, soprattutto, l'immensa area glaciale di cui è (o era) ricoperto, rendendolo un luogo inospitale; fecero scrivere ai Pionieri dell'alpinismo ottocentesco affascinanti pagine di avventura. Un'epopea indimenticabile che ne precedette un'altra, anch'essa indimenticabile, drammatica, quella della Grande Guerra 1915-1918.

La pregiata opera Adamello, il tempo dei pionieri, è la grande fatica storico-documentale e fotografica di uno scrittore storico e di un fotografo innamorati delle montagne adamelline, alle quali hanno dedicato gran parte della loro vita: Vittorio Martinelli e Danilo Povinelli.

Corredato da superbe fotografie d'epoca e moderne, il volume inizia con la descrizione generale degli aspetti delle montagne interessate, prosegue con la narrazione di miti e leggende sorti intorno ad esse, rammenta le prime sommarie esplorazioni, si sofferma sugli epici anni dell'alpinismo nella seconda metà dell'Ottocento, per poi giungere fino al 1914 con interessanti ricostruzioni delle prime antropizzazioni di queste montagne - rifugi e bivacchi Club Alpino Italiano (C.A.I.) e della Società degli Alpinisti Tridentini (S.A.T.).

Sommario:

pag. 3 Ringraziamenti
pag. 7 Premessa
pag. 11 1. Gli aspetti generali del Gruppo. L'aspetto fisico. La geologia. Il clima. I ghiacciai. La flora.
pag. 31 2. Sulle montagne ancora inesplorate: diavoli, streghe, leggende
pag. 49 3. Per primi sulle montagne del Gruppo: rilevatori catastali - cartografi - geologi - glaciologi - naturalisti
pag. 55 4. Luigi Fantoma, «Re di Genova» e il primo tentativo di salita sull'Adamello
pag. 59 5. Julius Payer e il suo primo tentativo - fallito - di salire sull'Adamello
pag. 77 6. Julius Payer per primo sull'Adamello: 15 settembre 1864
pag. 99 7. Altre imprese di Payer nella «campagna» 1868
pag. 121 8. Luglio 1866: l'odissea di tremila Garibaldini al Lago di Campo
pag. 131 9. Gli Alpini
pag. 139 10. La «Società degli Alpinisti Tridentini», i suoi rifugi, gli irredentisti e lo spionaggio patriottico
pag. 165 11. I Tedeschi al Mandrone
pag. 177 12. La quarta salita all'Adamello, prima italiana: 24 agosto 1871
pag. 193 13. la Sezione di Brescia del C.A.I., la S.A.T. di Trento.
L'incontro storico del 1875 tra bresciani e trentini sulla vetta dell'Adamello
pag. 219 14. I rifugi della Sezione di Brescia del C.A.I.
pag. 235 15. Guide alpine, villaggi e alberghi nelle valli Camonica e Rendena
pag. 247 16. Alpinisti inglesi e alpinisti tedeschi: due mentalità, due metodi
pag. 251 17. L'alpinismo «moderno» fino al 1914
pag. 265 18. La prima impresa sci-alpinistica: 22-26 marzo 1902
pag. 281 19. Le vie di salita alla vetta dell'Adamello fino al 1914
pag. 283 20. L'Austria si prepara alla guerra
pag. 299 NOTE
pag. 307 APPENDICE: LA TOPONIMIA DELL'ADAMELLO (di Dante Ongari)
pag. 313 BIBLIOGRAFIA

La guerra sull’Adamello del capitano Majnoni e degli alpini del Val d’Intelvi

  • Fra cielo e nevi eterne forti di giovinezza e d’ardireautore: Silvio Ficini
  • editore: Gaspari – Società Storica per la Guerra Bianca
  • luogo: Udine
  • anno: 2014
  • pagine: 180
  • formato: cm 17 x 24
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: morbida
  • illustrazioni: sì
  • peso: 470 gr
  • ISBN: 978-88-7541-009-7

Prezzo: euro 15,00

Descrizione:

In questo libro è stata ricostruita la vicenda militare del capitano Massimiliano Majnoni, comandante della 245ª compagnia del Val d'Intelvi, schierato fin dal maggio 1915 nella Valcamonica. Si raccontano le epiche imprese degli alpini sui ghiacciai dell'Adamello e le sanguinose battaglie per la conquista di Conca Presena, del Monticello, di Passo Fargorida e Topete. Della conquista nel 1918 delle Marocche orientali e del Passo dei Segni. In quest'ultima azione la compagnia di Majnoni ebbe ben 27 medaglie al valore.

Alla fine della guerra Majnoni divenne addetto alla segreteria del Governatore di Trento, Pecori-Giraldi, facendo poi parte della Delegazione Militare Italiana a Versailles. Qui strinse amicizia con Curzio Malaparte. Il carteggio inedito con lo scrittore pratese, che allora stava scrivendo Viva Caporetto, costituisce un eccezionale documento storico e letterario. Congedato nel 1922, il Majnoni divenne uno dei più stretti collaboratori di Raffaele Mattioli alla Banca Commerciale Italiana.

Indice:

pag.VII Presentazione di Marco Balbi
pag .1 Prefazione di Marino Biondi: Max Majnoni. Il nobile alpino
pag. 11 I. Ricordo di guerra del capitano Max Majnoni
pag. 21 II. L’adolescente letterario diventi alpino del Val d’Intelvi
pag. 61 III. “Prigioniero” al Comando dell’VIII Corpo d’Armata
pag. 68 IV. “È rivaa el Majnon”: il ritorno fra i ghiacciai dell’Adamello con
la 256ª compagnia del Battaglione Val d’Intelvi
pag. 129 V. Da Trento a Versailles
pag. 140 VI. Il carteggio inedito fra il capitano Majnoni e il tenente Suchert
pag. 155 Organico della 245ª compagnia del Val d’Intelvi al giugno 1918
pag. 165 L’ex capitano Majnoni, braccio destro di Mattioli nella Banca Commerciale
Italiana a Milano e a Roma, tra monarchia e antifascismo
pag. 169 Postfazione di Stefano Majnoni
pag. 173 Indice dei nomi
Giovedì, 18 Dicembre 2014 18:53

Adamello – Presanella 1915-2005

Vicissitudini avventurose di vecchi cannoni

  • Adamello Presanella 1915 2005autori: Vittorio Martinelli, John Ceruti, Antonio Trotti
  • fotografo: Danilo Povinelli
  • editore: D. & C. Povinelli
  • luogo: Pinzolo TN
  • anno: 2005
  • pagine: 272
  • formato: cm 24 x 32,5
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: rilegatura in filo refe
  • copertina: cartonato con sovraccoperta
  • illustrazioni: 432 illustrazioni fra fotografie a colori, in bianco e nero, cartine e documenti
  • peso: 2,1 kg

Prezzo: euro 49,00

Descrizione:

Questo volume curato dal noto storico e giornalista Vittorio Martinelli, insieme ai contributi di John Ceruti, Antonio Trotti e della sapiente raccolta di immagini del fotografo Danilo Povinelli, traccia la storia, spesso avventurosa, di alcuni cannoni che, utilizzati durante la Grande Guerra sul fronte dell'Adamello-Presanella, sono giunti superstiti fino a noi sia fisicamente sia solo nella memoria: dal famoso pezzo da 149G di Cresta Croce, ai cannoni dei monumenti della Val Rendena, dal "Giorgio" austriaco fino al magnifico 10.4 cm Skoda recuperato nel 2003 dai ghiacci della Val Nardis.

Sommario:

pag. 4 Avvertenze
pag. 5 Ringraziamenti
pag. 7 Premessa
pag. 9 1. Cannoni sulle montagne; il traino spettacolare di un 149 G l'«Ippopotamo»
pag. 33 2. L'«Ippopotamo»: com'era e come sparava
pag. 37 3. L'«Ippopotamo» sulla Cresta Croce
pag. 51 4. L'«Ippopotamo» nel dopoguerra
pag. 77 5. «Giorgio»: vecchio obice austriaco valoroso e sfortunato
pag. 107 6. Cannoni in Val Rendena oggi
pag. 179 7. Estate 2000: sulla Presanella un cannone emerge dal ghiacciaio
pag. 189 8. L'eccezionale trasporto del Cannone della Presanella in un dettagliato
documento militare austro-ungarico del 1918
pag. 311 9. Agosto 2003, un'impresa complessa: il recupero del cannone sulla Presanella
pag. 227 10. Tre eccezionali imprese d'artiglieria a raffronto
pag. 231 Appendice A: Documenti
pag. 239 Appendice B: Nozioni tecniche
pag. 239 B1 - Cannone da 149 G
pag. 248 B2 - Le caratteristiche del cannone di Nardis
pag. 250 B3 - Cannoni ex austriaci di preda bellica
pag. 251 B4 - La canna dell'Obice di Borzago
pag. 253 B5 - Obici di Pinzolo - Carisolo – Pelago
pag. 267 Bibliografia essenziale
pag. 267 Referenze fotografiche
pag. 268 Indice dei nomi di persona
Giovedì, 04 Dicembre 2014 23:38

Le batterie corazzate

I sistemi difensivi e le grandi opere fortificate in Lombardia tra l’Età Moderna e la Grande Guerra – 1

 

  • Le batterie corazzate. I sistemi difensivi e le grandi opere fortificate in Lombardia tra l’Età Moderna e la Grande Guerraautore: Walter Belotti
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2009
  • pagine: 242
  • formato: cm 16,5 x 24
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: semirigida con alette
  • illustrazioni: Testi completati da una ricca documentazione fotografica a colori dell'Autore e da alcune interessanti immagini e disegni d'epoca facenti parte dell'Archivio Storico del Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • peso: 770 gr
  • ISBN: 978-88-904522-0-8

Prezzo: euro 20,00

Descrizione:

L’autore, Walter Belotti, tanto tempo fa, cominciò a scrivere partendo dal particolare, dal piccolo segno; un segno che si poteva trovare sulle montagne vicino a casa, un segno lasciato dagli uomini durante la guerra; e di fronte a tale segno - un muro a secco, un selciato, qualche ferro sparso, i resti incredibilmente intatti di una trincea – l’Autore si è stupito e di tale stupore, col proprio lavoro, ha voluto far partecipi gli altri.

Per questo, nei suoi scritti, Belotti ci ha fatto scoprire mille di questi dettagli, prima in Alta Valle Camonica, poi, a forza di camminare per strade, mulattiere e sentieri militari e di macinare giornate sui documenti d’archivio, ha saputo guidare il lettore alla riscoperta di strutture, manufatti, opere difensive diffuse sul territorio del fronte della Grande Guerra combattuta in Lombardia, della Guerra Bianca. Un territorio vasto e complesso che dal Passo dello Stelvio giunge alle sponde del Lago di Garda, in un continuo susseguirsi di creste e vallate, su un’area di oltre 4000 Kmq; e, ancora, Belotti ha provato, e ci ha fatto provare stupore, per la qualità dei manufatti, per l’eccezionalità del loro stato di conservazione e per la bellezza dell’ambiente di alta e media quota nei quali sono incastonate le tracce della storia.

Con questo volume lo sguardo e lo stupore si elevano oltre, superano i confini del fronte della Guerra Bianca per cogliere, in un percorso ideale di crescita, gli elementi più imponenti dell’intero sistema difensivo italiano messo in opera sul territorio della Lombardia nei primi quindici anni del Novecento: le batterie corazzate, grandi opere fortificate realizzate per difendere i punti strategici della linea di confine nazionale, a rsso dell’esplosione della guerra europea.

Viene spontaneo chiedersi se nessuno le avesse mai viste prima di oggi, queste imponenti opere: migliaia di metri cubi di cemento, pietra lavorata, acciaio… certamente in tanti le hanno viste, ma forse non guardate, non comprese a fondo come meriterebbero. Il turista distratto, come l’abitante locale appassionato delle cose della propria terra, coloro che per svago o per lavoro frequentano il territorio, difficilmente possiedono strumenti adeguati per cogliere a pieno le valenze storiche, tecniche, umane di queste opere di tempi non lontani, ma oggetti difficili e inesplicabili nella loro realtà materiale, per la loro destinazione ad una realtà per noi ormai remota.

Il libro è una sorta di antologia delle grandi opere fortificate moderne lombarde che, per la prima volta, ne propone una visione d’insieme, analizzandole nella realtà storica e nello stato attuale.

Scopriamo, ad esempio, un’eccellenza del patrimonio lombardo: due delle sei batterie corazzate presenti in Lombardia, i Forti Montecchio Nord e Dossaccio di Oga, sono le meglio conservate tra le 48 costruite in Italia e le altre decine realizzate in Europa ai primi del Novecento.

Mentre le altre opere sono state, immancabilmente, in tutto o in parte, saccheggiate dagli uomini, invase dalla vegetazione, demolite dal tempo, qui si conservano ancora le pietre sapientemente lavorate, i serramenti funzionanti, gli impianti elettrici e di ventilazione e, fra gli elementi più caratteristici, le massicce e imponenti cupole corazzate. Montecchio Nord è, sopra tutti, l’unico che conserva intatti i propri pezzi d’artiglieria originali.

Sommario:

pag. 7 Presentazione
pag. 9 Prefazione
pag. 12 Introduzione: La costosa illusione della difesa passiva dei confini nazionali
pag. 16 Il Museo della Guerra Bianca in Adamello
pag. 16 Le finalità
pag. 16 Le attività
pag. 18 Le modalità operative
pag. 19 Prospettive
pag. 19 Informazioni
pag. 20 La batteria corazzata tipo Rocchi di Antonio Trotti
pag. 23 I. Il Forte “Lusardi” al Montecchio Nord di Colico
pag. 23 Inquadramento
pag. 24 Progetti e realizzazioni
pag. 32 Storia
pag. 39 Caratteristiche costruttive
pag. 60 I graniti del Forte
pag. 64 Il Forte come risorsa turistica
pag. 66 Scheda generale
pag. 67 Itinerario 1 – Dalla stazione di Colico a Forte Montecchio Nord
pag. 69 II. Il Forte “Sertoli” ai Canali
pag. 69 Inquadramento
pag. 70 Storia
pag. 80 Prospettive
pag. 80 Caratteristiche costruttive
pag. 95 La viabilità militare di accesso al Forte
pag. 98 Scheda generale
pag. 99 Itinerario 2 – Da Cresalva al Forte ai Canali
pag. 101 III. Il Forte “Venini” al Dossaccio di Oga
pag. 101 Inquadramento
pag. 101 Storia
pag. 116 Caratteristiche costruttive
pag. 134 Scheda generale
pag. 135 Itinerario 3 – Da Santa Lucia al Forte al Dossaccio di Oga
pag. 137 IV. Il Forte al Monte delle Scale
pag. 137 Premessa
pag. 137 Inquadramento
pag. 139 Storia
pag. 139 Le caratteristiche costruttive
pag. 148 Scheda generale
pag. 149 Itinerario 4 – Dalle Torri di Fraele al Forte del Monte delle Scale
pag. 153 V. Il Forte di Corno d’Aola
pag. 153 Inquadramento
pag. 154 Storia
pag. 172 La strada militare per il Forte di Corno d’Aola
pag. 174 Scheda generale
pag. 175 Itinerario 5 – Da Ponte di Legno al Forte di Corno d’Aola
pag. 177 VI. Il Forte di Cima Ora
pag. 177 Inquadramento
pag. 178 Storia
pag. 182 Caratteristiche costruttive
pag. 186 Scheda generale
pag. 187 Itinerario 6 – Dal Passo del Marè al Forte di Cima Ora
pag. 187 VII. Il Forte di Valledrane
pag. 189 Inquadramento
pag. 189 Storia
pag. 208 Caratteristiche costruttive
pag. 214 Scheda generale
pag. 215 Itinerario 7 – Al Forte di Valledrane
pag. 216 Cartina con la dislocazione dei Forti
pag. 218 Dati tecnici sulle artiglierie dei forti lombardi di John Ceruti
pag. 219 I cannoni da 149 G
pag. 222 I cannoni da 149 A
pag. 226 I cannoni da 149 S
pag. 228 I cannoni da 120/40 Armstrong
pag. 230 Considerazioni sulle batterie corazzate
pag. 231 Dati sulle munizioni
pag. 239 Bibliografia
pag. 241 Biografia
Sabato, 22 Novembre 2014 23:10

Adamello - Ortigara - Grappa

Lettere dalla Grande Guerra dei fratelli Antonio, Piero e Vittorio Leidi

Adamello Ortigara Grappa

  • autori: Elio Parsani, Rowena Brissoni
  • editore: D. & C. Povinelli
  • luogo: Pinzolo TN
  • anno: 2011 (prima edizione)
  • pagine: 304
  • formato: cm 22 x 30
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: rilegatura in filo refe
  • copertina: cartonato con sovraccoperta
  • illustrazioni: 281 illustrazioni fra fotografie a colori, in bianco e nero, cartine e documenti
  • peso: circa 1,8 kg

Prezzo: euro 50,00

Descrizione:

Un’interessante ed efficace opera che, attraverso la trasposizione di lettere, cartoline e numerose fotografie in gran parte inedite, ripercorre nel suo insieme l’esperienza di vita vissuta nell’ambito bellico dai tre fratelli Leidi: bergamaschi, tutti e tre alpini, decorati e uniti dal benevolo destino che ha concesso loro di tornare in famiglia a ostilità concluse. Una sorte ben diversa di quella che ha toccato i loro più famosi conterranei, amici e commilitoni in alcune battaglie: i fratelli Calvi.

Indice:

pag. 3 Premessa dell’autore
pag. 5 Introduzione
pag. 10 Antonio Leidi nato nel 1895, morto nel 1972
pag. 16 Piero Leidi nato nel 1894, morto nel 1955
pag. 18 Vittorio Leidi nato nel 1899, morto nel 1965
pag. 20 Persone che si incontrano durante la lettura
pag. 23 1915
pag. 73 1916
pag. 165 1917
pag. 223 1918
pag. 275 1919
pag. 294 Alla morte di Antonio Leidi
pag. 294 Alla morte di Piero Leidi
pag. 296 Alla morte di Vittorio Leidi
pag. 300 Ringraziamenti
pag. 301 Bibliografia
pag. 302 Proprietà fotografiche
pag. 303 Indice

Atti della giornata di studio - Forte Montecchio Nord, Colico - Domenica 18 ottobre 2009

  • La valorizzazione delle fortezze moderne dell’arco alpinoautori: AA.VV. (si veda sommario)
  • curatore: Antonio Trotti
  • collana: Quaderni del Museo n. 1
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2011
  • pagine: 95
  • formato: cm 16,5 x 24
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: cartoncino con alette
  • illustrazioni: sì
  • peso: 305 gr
  • ISBN: 978-88-904522-1-5

Sommario:

pag. 4 1 – John Ceruti La tutela e la valorizzazione delle fortezze moderne nell’arco alpino – Giornata di studi.
pag. 7 2 – Fosco M. Magaraggia Beni storico-militari e loro valorizzazione culturale
pag. 16 3 – Antonio Trotti e Walter Belotti Le Grandi Opere Fortificate Moderne in Lombardia, presentazione del Volume 1, “Le batterie corazzate”
pag. 19 4 – Stefano Cassinelli e Antonio Trotti Forte Montecchio Nord, unico in Europa
pag. 25 5 – Sandro Flaim Il recupero dei forti del Trentino
pag. 29 6 – Fiorenzo Meneghelli Dal catalogo dei sistemi difensivi veneti al recupero di Forte Viola
pag. 33 7 – Furio Lazzarini I Forti di Cavallino-Treporti: l’esperienza di un progetto che ancora non decolla
pag. 38 8 – Marco Balbi Fare storia “nella” storia: per un archeologogia dei conflitti moderni
pag. 42 9 – Piergiorgio Corino Forte Brafaman, un sogno divenuto realtà
pag. 45 10 – Antonio Trotti La valorizzazione delle grandi opere fortificate della Frontiera Nord: la Difesa del Lario
pag. 54 11 – Osvaldo Grossi L’esperienza di Forte Mondascia in Ticino: 1999-2009
pag. 57 12 – Andrea Simionato Restauro conservativo dei Forti Campolongo, Verena e Interro
pag. 80 13 – Marco Pascoli I forti del Friuli: storia militare e recupero turistico-culturale
pag. 88 14 – Roberto Todero La collezione privata visitabile “Museo Zenobi”
pag. 89 15 – Roberto Todero Gli sbarramenti carinziani
pag. 92 Il Museo della Guerra Bianca in Adamello – una presentazione
pag. 95 Sommario
Domenica, 09 Novembre 2014 16:47

Le grandi opere in caverna della Frontiera Nord

I sistemi difensivi e le grandi opere fortificate in Lombardia tra l’Età Moderna e la Grande Guerra – 2

Le grandi opere in caverna

  • autore: Antonio Trotti
  • editore: Museo della Guerra Bianca in Adamello
  • luogo: Temù BS
  • anno: 2011 (prima edizione)
  • pagine: 303
  • formato: cm 16,5 x 24
  • carta: patinata opaca 150 gr
  • confezione: brossura con legatura in filo refe
  • copertina: semirigida con alette
  • illustrazioni: sì
  • peso: 925 gr
  • ISBN: 978-88-904522-1-5

Prezzo: euro 20,00

Descrizione:

Dopo la monografia di Walter Belotti: Le batterie corazzate, edito nel 2009 e dedicato alle più imponenti opere militari (i Forti) realizzati a ridosso dell’esplosione della guerra europea 1915-1918, con questo nuovo volume il Museo della Guerra Bianca prosegue il viaggio alla scoperta delle eccellenze storico-militari presenti sul territorio della Lombardia.

Questa volta con il volume Le grandi opere in caverna della Frontiera Nord il Museo, attraverso l’attento sguardo del suo conservatore, Antonio Trotti, ci guida alla straordinaria scoperta di opere altrettanto importanti dal punto di vista strategico ma assai differenti da quello materiale e, specialmente, del tutto fuori dall’esperienza comune: le grandi opere in caverna.

Queste grandi opere in caverna erano finalizzate a due tipologie d’uso: le batterie in caverna – destinate, appunto, all’appostamento protetto di pezzi d’artiglieria –, e le gallerie di mina – predisposte per la distruzione di gallerie stradali e ferroviarie al fine di bloccare o perlomeno ritardare l’eventuale avanzata di un esercito invasore –. Si tratta di strutture realizzate scavando con perizia e duro lavoro migliaia di metri cubi di roccia di diverso tipo e rivestendone le superfici laddove la montagna non offrisse stabilità sufficiente o le condizioni ambientali per svolgere l’attività prevista.

Ricco di immagini fotografiche, minicartine e disegni, oltre a illustrare i molteplici aspetti storici, tecnici e organizzativi concernenti alla realizzazione del complesso sistema difensivo lungo la Frontiera Nord con la Svizzera – sistema conosciuto anche con l’erronea denominazione di “Linea Cadorna” –, il libro si rivela altresì una preziosa guida storico-escursionistica che accompagna il lettore lungo sette interessanti itinerari all’interno delle più importanti opere in caverna dislocate sul territorio lombardo.

L’autore:

Antonio Trotti, libero professionista specializzato in armi e beni storico-militari, si occupa di catalogazione, conservazione e restauro nell’ambito delle diverse collezioni pubbliche e private italiane.

Dal 1996 collabora con il Museo della Guerra Bianca in Adamello del quale è conservatore e responsabile dei servizi educativi.

Sommario:

pag. 7 Cannoni sulle montagne, cannoni nelle montagne
pag. 13 La spada nella roccia
pag. 19 Un confine da difendere
pag. 33 La Frontiera Nord
pag. 61 Le grandi opere in caverna della Lombardia
pag. 77 1 – Batteria in caverna alla Canonica di Bedero
pag. 105 2 – Batteria in caverna Vallalta al Monte San Martino
pag. 133 3 – Batteria in caverna Monte Piambello Sud
pag. 165 4 – Batteria in caverna al Monte Orsa e alla Croce dell’Orsa
pag. 193 5 – Gallerie di mina del Puncétt di Brienno e della Gaeta
pag. 211 6 – Batteria in caverna al Loco Tocco del Monte Legnoncino
pag. 225 7 – Gallerie di mina di San Fedele di Verceia
pag. 251 I. La Frontiera Nord: cantieri, contratti, operai
pag. 275 II Le tecniche di scavo in roccia
pag. 285 III. Le artiglierie in caverna
pag. 299 Conclusioni
pag. 300 Cartografia
pag. 300 Bibliografia
pag. 302 Il Museo della Guerra Bianca in Adamello
pag. 303 Informazioni
Pagina 1 di 2