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Venerdì, 04 Ottobre 2013 13:12

Esposizione

La nuova sede del Museo della Guerra Bianca in Adamello si colloca nel centro di Temù, in Via Roma 40, prospiciente alla panoramica terrazza posta tra la chiesa parrocchiale e il Municipio, di fronte alla stupenda Val d’Avio, naturale porta d’accesso all’Adamello e ad alcuni dei campi di battaglia della Guerra Bianca.

Il visitatore che accede al Museo viene accolto nel locale reception nel quale si trova la biglietteria, il deposito degli zaini e borse, e un’ampia vetrina con le pubblicazioni in vendita relative alla Grande Guerra. Superata la tenda d’ingresso all’esposizione, che funge da soglia per questo tuffo nella storia, il visitatore è immerso in quello che era il nuovo ambiente per i soldati trapiantati dalle loro case a una nuova e diversa abitazione tra le vette. Sulla destra è infatti esposta una baracca prefabbricata modello Damioli, probabile unico esemplare conservato nei musei che si occupano di tale periodo storico, recuperata ad oltre 3.400 metri di quota e accuratamente restaurata ed allestita.

In fronte a questa un forno da campo modello Weiss, collocato durante la guerra nei fondovalle, lungo le vie di accesso alle prime linee e utilizzato per la per la cottura del pane da destinare alle truppe in quota. Pannelli con testi ed immagini introducono l’argomento molto particolare della guerra sul fronte alpino, in particolare sul fronte Lombardo: il più elevato fronte di tutta la Prima Guerra Mondiale, mentre su uno schermo passano in visione centinaia di immagini d’epoca relative agli alloggiamenti d’alta quota. Minacciosamente posto in fronte al visitatore, a significare la cruda realtà della guerra, spicca un cannone italiano da 75mm Deport modello 1911 contornato da gigantografie di artiglieri presso il deposito delle munizioni e intenti al caricamento dei proietti.

La restante parte del grande ambiente espositivo al piano terra è dedicata all’esposizione di accessori e del munizionamento d’artiglieria, sia italiano sia austriaco, impiegato sul fronte d’alta quota: sono esposti oltre 190 diversi tipi di proietti spaziando dal più piccolo 25mm al più grosso 30,5cm. Si tratta certamente di una tra le più vaste ed organiche collezioni di munizioni d’artiglieria esposte in Italia, ma l’aspetto assolutamente peculiare di tale esposizione è rappresentato dal vastissimo assortimento di casse da trasporto di tali munizioni, molte di esse caratterizzate dalle originali scritte di produzione e identificazione, e che, nel complesso, danno anche il senso della fatica del loro maneggio e trasporto fino alle posizioni più elevate del fronte. Su uno schermo vengono proposte immagini dello sforzo fatto per issare e utilizzare pezzi d’artiglieria sul fronte dei ghiacciai.

Sullo stesso piano si può entrare nella sala proiezioni/conferenze nella quale il visitatore può riposarsi nel visionare vari documentari inerenti la Guerra Bianca, nei quali vengono illustrate con immagini d’epoca le battaglie sul fronte glaciale e con immagini attuali sono presentate alcune delle testimonianze più significative sparse sul territorio e ancora oggi visitabili.

Un ascensore, ma più significativamente una scala in granito, conducono al piano superiore: tale salita assume anche valore simbolico a richiamo delle immense fatiche fatte dai militari per salire sulle posizioni più elevate. La prima parte del piano superiore è dedicata all’esposizione delle slitte utilizzate per i trasporti in area glaciale: si tratta di una collezione unica al mondo, con oltre 20 diversi esemplari esposti, sia italiani sia austriaci: dagli slittini trainati da un solo uomo, alle grandi slitte da carico trainate da muli, dalle veloci slitte trainate da cani, alle specifiche slitte realizzate per il trasporto di cannoni e altri materiali. Nelle grandi vetrine di cristallo completano l’esposizione basti da trasporto a spalla e materiali da lavoro, tutti oggetti rinvenuti in varie aree del fronte d’alta quota, che, assieme alle immagini proposte da un altro schermo, raccontano le grandi fatiche sopportate dai militari per sopravvivere e combattere a quelle altitudini. Elementi unici di tale esposizione sono certamente i pattini per cannone italiano da 70 Mont. e un bracere a rullo utilizzato per livellare il ghiaccio della pista ove dovevano scorrere le veloci slitte trainate dai cani.

Lasciato l’ampio spazio dedicato all’area glaciale, il percorso volge a destra e appare in tutta la sua imponenza una rarissima stazione di rinvio di teleferica italiana Ceretti e Tanfani. Elemento primario dell’esposizione, è il frutto di un complesso lavoro di recupero in quota e di una altrettanto impegnativa opera di restauro conservativo e di riallestimento. Particolarmente significativa la presenza del carrello appositamente realizzato per usi militari per il trasporto di una barella portaferiti.

In corrispondenza della fine della teleferica, dove nella realtà del fronte si ammassavano i materiali necessari sia per la sopravvivenza dei militari, sia per l’impiego in combattimento, il percorso si stringe a simboleggiare lo spazio ristretto delle trincee, e le teche successive, volutamente più ricche di piccoli oggetti frutto di anni di ricerche, mostrano la quotidianità della vita dei soldati italiani ed austriaci in prima linea, con le comuni difficoltà di sopravvivere e combattere in alta quota, a temperature che durante l’inverno raggiungevano anche i 40 gradi sotto zero. Sono qui esposte divise e attrezzi da scavo, armi portatili e scatolette di cibo in conserva, casse di munizioni e materiale sanitario a rappresentare che in ogni trincea si viveva, si lavorava, si mangiava e si moriva. Ogni oggetto, attraverso un’adeguata didascalizzazione, fa parlare di sé e di quanti se ne sono serviti, e racconta uno spaccato di storia intrisa di sacrifici e sofferenza.

Il percorso di visita prosegue quindi nell’ideale trincea, rappresentata da un lato da teche contenenti armi ed attrezzature per il combattimento ravvicinato, dall’altro da una grande teca ove sono stati riallestiti due tratti di trincea (uno italiano ed uno austriaco) utilizzando esclusivamente materiali originali provenienti dal fronte dei ghiacciai, oggetti quindi estremamente rari e qui esposti in ottime condizioni di conservazione. Tale riallestimento è stato pensato per mostrare la visione dall’interno della trincea con lo scopo di cercare di rendere quel senso di protezione che provavano i militari all’interno delle stesse,. in palese contrasto con l’esposizione ed il pericolo che provavano standone al di fuori. Al termine delle trincee infatti, uno sbarramento di reticolato, anch’esso originale e recuperato in quota, impedisce il percorso del visitatore e raffigura realisticamente l’ultimo ostacolo che i soldati dovevano affrontare durante l’assalto alle posizioni avversarie: la linea dei reticolati fu per moltissimi combattenti la soglia del non ritorno.

DSCP4464Volgendo a destra, una tenda semiaperta, al pari di quella incontrata all’inizio del percorso di visita, fa tornare il visitatore dal viaggio nella storia finora fatto e lo lancia nell’ultima sala: grande, praticamente vuota, tutta nera, in cui fanno contrasto quattro bianchissime croci in cemento provenienti da uno degli otto cimiteri militari presenti in Alta Valle Camonica: questo ampio spazio, solo apparentemente vuoto, chiude l’esposizione proponendo una profonda riflessione sul vero significato della guerra: tragedia, morte, distruzione. Aiutano in questo due immagini che mostrano la distruzione dell’uomo e della sua civiltà abbinate a toccanti parole di Giuseppe Ungaretti e di Gian Maria Bonaldi. Certamente molto significativa l’immagine del cimitero militare di Temù che era stato realizzato proprio dove oggi sorge il Museo: un legame strettissimo tra allora e oggi per garantire la memoria di quei tragici eventi.

Usciti dalla stanza della riflessione, una ampia sala è dedicata alle mostre temporanee mentre, attraverso le immagini proiettate su uno schermo, viene presentato l’ampissimo patrimonio culturale relativo alla Prima Guerra Mondiale diffuso sul territorio della Regione Lombardia.

Auspichiamo che la visita alla nuova esposizione possa rendere vicina la memoria di questi uomini che vissero direttamente le tragiche vicende di quella lontana guerra, condotta a oltre 3.000 metri.

Ultima modifica il Mercoledì, 14 Maggio 2014 17:51
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