Sabato, 13 Aprile 2013 16:22

La vecchia sede

La vecchia esposizione del museo era sita in via Adamello 1 a Temù (bs), venne realizzata nel 1984 e smantellata nell’estate del 2011 a seguito del trasferimento delle collezioni nell’attuale sede di Via Roma 40. Per pura curiosità e memoria storica riportiamo la descrizione di tale vecchio allestimento.

Venerdì, 05 Aprile 2013 12:28

Deducibilità delle erogazioni

A partire dal 2006, ai sensi dell'articolo 14 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito dalla Legge 14 maggio 2005, n. 80, rubricato ONLUS e terzo settore [pdf_21k], le erogazioni liberali in denaro o in natura devolute in favore del Museo della Guerra Bianca in Adamello sono integralmente deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore, in quanto il Museo è una associazione giuridicamente riconosciuta avente per oggetto statutario la tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse storico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, garantisce la corretta tenuta della contabilità ordinaria ai sensi degli articoli 14 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e redige il proprio bilancio completo di stato patrimoniale e rendiconto gestionale, ogni anno entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio.

Le erogazioni possono essere devolute sia da persone fisiche soggette ad IRPEF sia da enti soggetti all'imposta sul reddito delle società (IRES), comprese le società e gli enti commerciali e non commerciali.

La deducibilità è integrale per un ammontare delle erogazioni in denaro e del valore normale dei beni ceduti gratuitamente, pari o inferiore al dieci per cento del reddito complessivo dichiarato, o, comunque pari o inferiore a 70.000 euro annui (chiaramente sono ben accette anche erogazioni di importi superiori).

In ogni caso non è affatto vietato che l'erogazione liberale superi i 70.000 euro o il dieci per cento del reddito del donatore: questi sono soltanto i limiti dell’importo integralmente deducibile (considerando la totalità delle erogazioni liberali effettuate nell’anno di imposta, anche a favore di altri enti).

Ai fini della deducibilità da parte del donatore è necessario che l’erogazione in denaro, qualunque sia l'importo, sia effettuata tramite banca (bonifico, assegno bancario, assegno circolare) o posta (versamento in c.c.p., vaglia) o altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del D.lgs. n. 241 del 1997, quali carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari, e che chi eroga conservi la relativa ricevuta o la matrice dell’assegno, e l’estratto conto con gli estremi del versamento (è questa la documentazione che può essere richiesta dall'Amministrazione Finanziaria). La ricevuta rilasciata dal Museo relativa alle erogazioni in denaro non è obbligatoria e comunque non ha alcun valore ai fini della detrazione fiscale.

Per quanto riguarda l’erogazione liberale di beni in natura si considera il loro valore normale. Per valore normale si intende il prezzo di mercato mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi. Per la determinazione del valore normale si fa riferimento, in quanto possibile, al valore desumibile in modo oggettivo da listini, tariffari o mercuriali del soggetto che ha fornito i beni e, in mancanza, alle mercuriali e ai listini delle Camere di Commercio e alle tariffe professionali, tenendo conto degli sconti d'uso. In relazione alla particolare natura di determinati beni (es. opere d'arte, gioielli, beni culturali in genere, beni immobili particolari, ecc.), ove non sia possibile desumerne il valore sulla base di altri criteri oggettivi, si farà riferimento al valore risultante dalla stima di un perito. In ogni caso chi eroga, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, mercuriali, perizie, ecc.), dovrà farsi rilasciare dal Museo una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l'indicazione dei relativi valori.

Ulteriori chiarimenti e specifiche sono contenuti nella circolare del Ministero dell’Economia [pdf_41k] e delle Finanze n. 39/E del 19 agosto 2005

Venerdì, 05 Aprile 2013 11:23

Donazioni

Se anche tu condividi le nostre idee, sostieni la conservazione e la valorizzazione del patrimonio della Grande Guerra, con il tuo contributo diretto.

Puoi contribuire alle attività del Museo in molti modi:

Destinazione del 5 per mille delle imposte:

Qualunque attività tu svolga, anche se dipendente, con la tua dichiarazione dei redditi puoi destinare al Museo della Guerra Bianca in Adamello il 5 per mille della tua imposta sul reddito. Non si tratta di un aggravio di imposta: la quota è infatti comunque dovuta (oltre all’8 per mille). Devi semplicemente apporre la tua firma nel primo riquadro (ONLUS e assimilate) posto in alto a sinistra nello spazio dedicato al 5 per mille che trovi nella scheda CUD e nei modelli 730/1-bis e UNICO persone fisiche, e riportare il codice fiscale del Museo:

99000580177

Avverti per tempo il tuo commercialista o gli assistenti del tuo CAF di fiducia. Per informazioni più dettagliate clicca qui [pdf_71k].

Erogazioni in denaro:

Se sei una persona fisica soggetta ad IRPEF, oppure una società o un ente commerciale o non commerciale soggetto ad IRES le erogazioni liberali in denaro (come anche quelle in natura) devolute in favore del Museo della Guerra Bianca in Adamello sono integralmente deducibili dal reddito (le erogazioni liberali sono deducibili fino al 10% del reddito dichiarato, con il limite di 70.000 euro). Ai fini della deducibilità è semplicemente necessario conservare la ricevuta del bonifico o del versamento o la matrice dell’assegno e l’estratto conto con gli estremi dell’avvenuto incasso.
Questa nuova possibilità rappresenta un’importante occasione per tutti per sostenere le numerose ed impegnative attività del nostro Museo.

Le erogazioni liberali in denaro potranno essere erogate tramite:

  • assegno bancario o assegno circolare non trasferibile

    intestato a: Associazione Museo della Guerra Bianca in Adamello C.F. 99000580177

  • bonifico bancario

    beneficiario: Amici Museo Guerra Bianca

    IBAN: IT77 L032 4454 9900 0000 0001 171

    Banca: UBI Banca di Valle Camonica, causale: erogazione liberale attività Museo

Nota: dal giugno 2013 la banca di Temù è diventata succursale di quella di Ponte di Legno - UBI - Banca di Valle Camonica, Agenzia di Ponte di Legno (BS) e sono cambiati alcuni riferimenti del conto.

Nel caso non si intenda godere della deducibilità il versamento può essere effettuato anche in contanti presso la sede o presso gli stand del Museo, con rilascio di ricevuta. Qui potete trovare ulteriori informazioni.

Erogazioni in natura:

Se sei una persona fisica soggetta ad IRPEF, oppure una società o un ente commerciale o non commerciale soggetto ad IRES le erogazioni liberali in natura (come anche quelle in denaro) devolute in favore del Museo della Guerra Bianca in Adamello sono integralmente deducibili dal reddito (le erogazioni liberali sono deducibili fino al 10% del reddito dichiarato, con il limite di 70.000 euro).

Questa nuova possibilità rappresenta un’importante occasione per tutti per sostenere le numerose ed impegnative attività del nostro Museo.

Di fatto è possibile donare qualunque cosa serva all’attività del Museo, con la sola esclusione dei servizi, anche a prescindere dall’attività svolta in proprio o dalla produzione della propria azienda.

Donazioni di beni storici:

L’anima del Museo è nelle collezioni, nella biblioteca e nell’archivio.

La vivacità del Museo è garantita dal costante arricchimento delle collezioni e delle raccolte di libri e documenti, che consente al pubblico di godere del saltuario rinnovamento dell’esposizione ed agli studiosi di fare nuove ricerche sui materiali conservati nei depositi e negli archivi.

E le nostre collezioni si arricchiscono non soltanto grazie ai recuperi in quota ed alle acquisizioni sul mercato ma anche grazie alla disponibilità dei nostri amici e sostenitori a cedere in deposito o donare per sempre, i propri oggetti.
E' proprio grazie alla particolare sensibilità di alcuni amici del Museo che le collezioni si sono arricchite di alcuni beni di particolare importanza ed interesse storico, alcuni dei quali sono mostrati in queste pagine nella sezione beni donati.

Se dunque possiedi oggetti, reperti, cimeli, armi, documenti a stampa e manoscritti, fotografie e filmati d’epoca, e quant’altro possa riguardare la Guerra Bianca, la Prima Guerra Mondiale, o più in generale, la storia militare, e vuoi cederli al Museo contattaci, possibilmente allegando una o più foto dei beni.

Salvo casi particolari, la cessione in deposito (comodato) dei beni è subordinata all’accettazione da parte del legittimo proprietario degli eventuali oneri derivanti dalle attività di conservazione.

Segnalazioni:

Gran parte del Patrimonio Storico della Prima Guerra Mondiale, della cui tutela e valorizzazione il Museo della Guerra Bianca in Adamello si fa carico, è diffuso sul territorio: si tratta sia di beni immobili (forti, fortificazioni permanenti e campali, trincee, gallerie, camminamenti, viabilità militare e altri manufatti ed edifici militari) concentrati lungo l'ex fronte, sia di beni mobili (oggetti) presenti un po' ovunque.

Gran parte di questi beni sono a rischio, sia a causa degli agenti naturali del degrado, dell'incuria, del vandalismo, sia e soprattutto a causa dell'indiscriminata e sistematica attività di spogliazione del patrimonio collettivo perpetrata da parte di persone di pochi scrupoli.

Il problema delle sottrazioni illecite di beni, veri e propri furti verso il patrimonio storico della nazione, è particolarmente grave e in crescita: come Museo stiamo predisponendo un elenco dei beni rubati in modo tale da consentirne al nostro pubblico il riconoscimento e la pronta segnalazione.

Per ridurre al minimo le perdite per distruzione o furto è necessario garantire il continuo e capillare monitoraggio del vasto territorio coinvolto, ottimizzando al massimo le risorse umane ed economiche a disposizione e sfruttando le possibilità offerte dalle le leggi in materia, anche se sono poco mirate e di difficile applicazione.

In un simile contesto è prezioso ed essenziale il contributo offerto da chi risiede sul territorio o per qualunque motivo (lavoro, turismo, ecc.) vi transita quotidianamente o anche solo saltuariamente.

Per ulteriori informazioni potete visitare il sito dell'Archivio Infotelematico della Grande Guerra dove effettuare le segnalazioni di beni mobili ed immobili relativi alla Prima Guerra Mondiale.

Martedì, 02 Aprile 2013 18:53

La Guerra Bianca in Adamello

Nel corso del primo conflitto mondiale, l'estremità occidentale del fronte italo-austriaco attraversava i due imponenti gruppi montuosi dell'Ortles-Cevedale e dell'Adamello-Presanella.

Allo scoppio delle ostilità i comandi militari Italiani ed Austriaci non erano preparati ad affrontare le problematiche di una guerra di alta montagna con permanenza ad oltre 3.000 metri di quota e ben presto si resero conto che la guerra lassù era totalmente diversa rispetto alle altre zone del fronte. Questo per la vastità e la morfologia del territorio che condizionava pesantemente ogni scelta militare. Secondo le strategie dell'epoca solo il possesso delle cime poteva garantire il controllo delle valli e la difesa doveva essere organizzata su più linee successive da abbandonare una ad una a seguito di un eventuale sfondamento avversario della prima linea. Questi due principi portarono a sanguinosi quanto inutili attacchi a cime rivelatesi in seguito non adeguatamente difendibili, nonché alla realizzazione contemporanea di tre o quattro linee difensive, togliendo energie per la formazione di una prima linea forte e disperdendo i reparti in estenuanti lavori dal valore tattico piuttosto scarso.

Alla dichiarazione di guerra da parte dell'Italia, l'Austria, da quasi un anno impegnata in durissimi scontri sul fronte Russo, dispone di pochi soldati da dedicare al nuovo fronte: gli austriaci, possono contare quasi esclusivamente sugli Standschutzen, civili al di fuori delle fasce di età della leva ma iscritti ai poligoni di tiro e quindi esperti tiratori. Questi, rapidamente inquadrati in reparti militarizzati, formarono quel velo difensivo che seppe resistere con coraggio ed abnegazione fino all'arrivo delle truppe fatte affluire dal fronte russo, questo anche grazie all'incapacità da parte italiana di sfruttarne l'intrinseca debolezza.

Il Passo del Tonale fu da subito considerato il punto strategico dell'intero settore: per questo motivo tutte le azioni, sia da parte italiana sia da parte austriaca, ebbero come obiettivo, diretto o indiretto, il possesso ed il superamento dell'importante valico.


La prima azione di guerra sui ghiacciai fu affidata al battaglione "Morbegno" il 9 giugno 1915. Gli alpini, nel tentativo di cogliere gli austriaci di sorpresa e occupare la Conca Presena, effettuarono una vera impresa alpinistica risalendo la Val Narcanello, il ghiacciaio del Pisgana e attraversando la parte alta di Conca Mandrone. Tuttavia, appena iniziata la discesa in Conca Presena, avvistati, furono sottoposti ad un intenso bombardamento ed al preciso tiro dei Landschutzen (le truppe scelte da montagna dell'esercito austriaco) che, pur essendo di numero assai inferiore, respinsero l'attacco.
Il 15 luglio, risalendo la Vedretta del Mandrone, gli austriaci tentarono un'azione contro il presidio al Rifugio Garibaldi. Il piano fallì per l'abilità dei difensori, ma mise in risalto la vulnerabilità del sistema difensivo italiano che avrebbe potuto essere aggirato muovendo attraverso i ghiacciai.

Fu quindi rafforzata la vigilanza ai margini della Vedretta del Mandrone (sulla cosiddetta "Linea dei Passi") e aumentata la consistenza del reparto di stanza presso il Rifugio Garibaldi che crebbe fino a divenire un battaglione autonomo di sciatori.
Il 25 agosto i reparti italiani furono impegnati in una nuova offensiva sulla sella del Tonale. Gli alpini, affrontando di notte notevoli difficoltà, riuscirono a conquistare la linea di cresta Castellaccio - Lagoscuro - Payer – Pisgana: fin da subito furono approntati i lavori per garantirne la difesa e i collegamenti, e quanto necessario per affrontare l'inverno ormai alle porte. Furono costruite baracche, postazioni d'artiglieria, scavate caverne e intagliati sentieri, sentieri di cui oggi è superstite testimonianza il suggestivo ed aereo "Sentiero dei Fiori" che percorre tutta la cresta. Altre azioni in direzione della Conca Presena furono tentate nell'autunno ma si conclusero senza alcun successo. Nella zona del Montozzo, ala destra del fronte del Tonale, le azioni più significative del 1915 portarono alla breve conquista italiana del Torrione d'Albiolo, presto ripreso dagli imperiali.

Durante il primo inverno di guerra il territorio decisamente ostile e le avversità atmosferiche costrinsero i contendenti ad immani opere di approntamento e di logistica per poter svernare a quote così elevate, in condizioni climatiche al limite della sopravvivenza. Se da un lato gli italiani avevano rafforzato la "Linea dei Passi", gli austriaci erano saldamente radicati alla testata della Val di Genova, intorno al Rifugio Mandrone, con presidi avanzati sulla dorsale montuosa Lobbia Alta - Monte Fumo. Fu in direzione di questa linea che si concentrarono le azioni italiane della primavera del 1916.
Il 12 aprile gli alpini, raggiunsero Passo Brizio e, irradiandosi a ventaglio sul ghiacciaio, conquistarono con difficoltà la linea Lobbia Alta-Cresta Croce-Dosson di Genova-Monte Fumo, presidiata dagli austriaci.

Due settimane dopo, il 29 e 30 aprile, fu attaccata e presa solo in parte anche la più orientale delle linee di difesa austriache: la cresta Crozzon di Folgorida - Crozzon di Lares - Passo di Cavento.

All'azione di fuoco contribuì anche un cannone da 149 G piazzato al Passo Venerocolo, il più grosso pezzo d'artiglieria mai portato a quote così elevate. Il suo trasporto richiese sforzi eccezionali a centinaia di soldati per quasi tre mesi, ma poi contribuì notevolmente a tutte le successive battaglie del fronte dei ghiacciai. Oggi monumento nazionale esso è ancora nella sua ultima postazione di Cresta Croce, a 3276 metri di quota.


Dopo due giorni di sanguinosi combattimenti l'azione fu sospesa pur mantenendo gli austriaci ancora saldamente le posizioni centrali dei Passi di Fargorida e delle Topette, avendo respinto ogni attacco. La situazione fu sbloccata qualche giorno dopo da una pattuglia di alpini che, aggirando le posizioni nemiche del Crozzon del Diavolo, costrinse al ripiegamento gli avversari; le truppe italiane furono così in grado di dilagare in Val di Genova, giungendo fino alle porte di Carisolo. L'improvvisa offensiva austriaca nota come "Strafexpedition", sferrata nel Trentino orientale, costrinse però gli italiani ad interrompere la loro avanzata, essendo divenuta prioritaria la difesa degli altipiani.

In seguito all'occupazione delle due dorsali al centro delle vedrette adamelline si presentò il problema di organizzare la logistica di questa nuova parte del fronte. Al Passo Garibaldi, ove giungevano le teleferiche che risalivano da Temù la Val d'Avio, sorse un grande villaggio militare. Da questa posizione, attraversando i ghiacciai del Mandrone e della Lobbia, i rifornimenti raggiungevano le posizioni più avanzate trasportati da slitte trainate inizialmente da muli, in seguito sostituiti da cani, animali molto più veloci e resistenti al clima d'alta quota. L'inverno si presentò subito quale nemico implacabile: temperature bassissime e abbondanti nevicate, seguite da micidiali valanghe, provocarono infatti numerosissime vittime lungo tutto il fronte dell'Adamello.

Sull'Adamello il 1917 fu un anno di relativa calma: l'esercito italiano era infatti impegnato nelle sanguinosissime battaglie dell'Isonzo. Unica azione di rilievo ebbe luogo il 15 giugno con la conquista da parte degli italiani del Corno di Cavento a 3402 metri di quota.
Gli abitanti dell'Alta Valle Camonica, e soprattutto quelli di Ponte di Legno, ricorderanno però il 1917 come il più nefasto dei quattro anni di guerra: il 27 settembre, infatti, gli austriaci bombardano l'abitato di Ponte distruggendolo completamente.

Passato l'inverno del 1917, e fermata l'onda absburgica seguita alla rotta di Caporetto, per il 1918 i comandi italiani del settore dell'Adamello prepararono nuove offensive. L'esercito austroungarico era ormai immerso nella grave crisi politica ed economica interna: impossibili gli approvvigionamenti di materie prime e capitali a causa del blocco imposto dall'Intesa, le risorse stavano rapidamente esaurendo.


Piccole azioni furono dirette, nel mese di maggio, verso le propaggini della cresta Punta dell'Orco-Fargorida, ma furono solo i preparativi della più grande battaglia dell'intero fronte dell'Adamello: la conquista della Conca Presena, spina nel fianco dello schieramento difensivo italiano.

Questa azione, la più significativa e complessa tra tutte le battaglie della "Guerra Bianca", si svolse tra il 25 e il 28 maggio 1918 e vide impegnati numerosi battaglioni di alpini e oltre 200 pezzi d'artiglieria di ogni calibro.
Il 13 giugno, gli austriaci, in concomitanza con un analogo estremo attacco sul Piave, sferrarono sul Tonale la "Lawine-expedition" (Offensiva Valanga), ma gli italiani resistettero per due giorni ai pressanti assalti, costringendo infine gli austriaci a desistere.
Il 15 giugno, gli austriaci, con un'azione ben riuscita, rioccuparono di sorpresa il Corno di Cavento, esattamente un anno dopo averlo perduto. Il Cavento però resta in mani austriache ben poco: il successivo 19 luglio, infatti, gli italiani rimisero piede sulla posizione e fu definitivamente.
Il 13 agosto, una nuova offensiva italiana cercò di completare l'occupazione della Conca Presena.
Il 1° novembre 1918, il Passo del Tonale fu ancora una volta campo di battaglia: gli imperiali, allo stremo delle forze ma fedeli al compito di difesa assegnato, combatterono con le ultime risorse, senza tuttavia fermare l'esercito italiano che dilagò in Val di Sole catturando interi reparti avversari.

Finita la guerra, su quelle tormentate montagne, scese il velo silenzioso della pace.

Una indimenticabile pagina di storia è stata scritta col sangue, da uomini che, senza odio, combatterono per la difesa della propria Patria.

Martedì, 02 Aprile 2013 18:27

Museo della Guerra Bianca

il Museo della Guerra Bianca in Adamello è associazione giuridicamente riconosciuta [ex art.1 D.P.R. n° 361/2000, personalità giuridica registrata al n° 222 della Prefettura di Brescia]

  • Ente di promozione territoriale per la tutela e la valorizzazione del Patrimonio Storico della Prima Guerra Mondiale
  • Centro Permanente di Studio e Documentazione della Grande Guerra in Lombardia
  • Istituto di Ricerca per la tutela e valorizzazione del Patrimonio Storico-militare, accreditato in convenzione [file .pdf 38k] con il MiBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia

L'istituzione del Museo si fonda su uno Statuto [file .pdf 118k] approvato dall'Assemblea degli Associati e depositato come atto pubblico notarile.

Il Museo della Guerra Bianca in Adamello è un Museo accreditato con D.G.R. della Regione Lombardia n. X/1954, del 13-06-2014 secondo i criteri e le linee guida contenute nella D.G.R. della Regione Lombardia 11643/2002 [Repubblica Italiana, Regione Lombardia, Bollettino Ufficiale, N.25, Serie Ordinaria, Milano, 19 giugno 2014]

 Le Sedi

Il Museo oltre alla sede di Temú dal 2008 gestisce ed ha sede operativa anche presso il Forte Montecchio Nord a Colico. Ulteriori sedi operative, gestite direttamente dal Museo sono il Forte di Fuentes a Colico e la Galleria di Mina a San Fedele di Verceia.

Per chi vuole scoprire le origini del Museo, qui può trovare le informazioni della vecchia sede.

Sabato, 16 Marzo 2013 15:32

Albo d'oro

Fondatore (1974):

  • Sperandio Zani

Assemblea costituente del 1984:

  • Walter Belotti
  • Sergio Zani
  • Tarcisio Zani
  • Enzo Rossi
  • Mario Menici
  • Gian Luigi Lombardi Cerri
  • Renzo Spinelli
  • Luciano Cò
  • Sergio Tranquillo Toloni
  • Francesco Ballerini
  • Costantino Gironi

Presidenti emeriti:

  • Sergio Zani
    presidente dal 1984 al 2006

Come previsto dallo Statuto, annualmente entro il termine di aprile, la Commissione Tecnico-scientifica del Museo, su incarico del Consiglio Direttivo, prepara un'ampia e dettagliata relazione sulle attività del Museo e sull'andamento, sugli indirizzi e sulle direttive generali dell'Associazione.

La relazione è presentata per l'approvazione all'Assemblea Generale degli Associati, insieme ai documenti di bilancio, comprendenti il rendiconto consuntivo (costi, ricavi, stato patrimoniale) dell'esercizio sociale economico-finanziario appena trascorso e i documenti di previsione per l'anno in corso.

 Anno 2014

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 25 aprile 2015):

 Anno 2013

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 20 aprile 2013):

 Anno 2012

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 20 aprile 2013):

 Anno 2011

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 28 aprile 2012):

Anno 2010

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 23 aprile 2011):

Anno 2009

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 24 aprile 2010):

Anno 2008

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 11 aprile 2009):

Anno 2007

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 26 aprile 2008):

Anno 2006

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 25 aprile 2007):

Anno 2005

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 15 aprile 2006):

Anno 2004

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 26 marzo 2005):

Anno 2003

(documenti approvati nel corso dell'Assemblea Generale del 10 aprile 2004):

Anno 2002

(documento approvato nel corso dell'Assemblea Generale del 4 gennaio 2003):

I documenti disponibili sono quelli predisposti a partire dall'adozione del nuovo Statuto del 2002.

Sabato, 16 Marzo 2013 15:29

Direttivo 2002/2006

Di seguito l'elenco di coloro che hanno rivestito le cariche sociali previste dallo Statuto dell'Associazione [file pdf 118k] dall'agosto 2002 all'agosto 2006 (con le integrazioni deliberate il 5 dicembre 2003).


Presidenza:

    • Sergio Zani
      presidente

 

  • Walter Belotti
    segretario generale
    vicepresidente
    .


Consiglio Direttivo:

    • Sergio Zani
      presidente del Consiglio Direttivo



    • Walter Belotti
      consigliere interno

 

    • Benvenuto Menici
      consigliere interno

 

    • Costantino Gironi
      consigliere interno

 

    • Andrea Zani
      consigliere interno

 

    • Corrado Tomasi
      consigliere esterno di diritto,
      per il Comune di Temù

 

  • Enzo Zani
    consigliere esterno onorario,
    per il Gruppo Alpini di Temù


Collegio dei revisori dei conti:

    • Rigel Anglois
      presidente dei revisori

 

    • Antonio Trotti
      revisore

 

  • Marco Ghizzoni 
    revisore
Sabato, 16 Marzo 2013 15:27

Direttivo 2006/2009

Di seguito l'elenco di coloro che, a partire dall'Assemblea Generale degli Associati del 19 agosto 2006 a quella dell'agosto 2009, hanno rivestito le cariche sociali previste dallo Statuto dell'Associazione [file pdf 118k].

Presidenza:

    • Walter Belotti
      presidente

 

  • John Ceruti
    segretario generale
    vicepresidente

Consiglio Direttivo:

    • Walter Belotti
      presidente del Consiglio Direttivo

 

    • Costantino Gironi
      consigliere interno anziano
    •  

 

    • John Ceruti
      consigliere interno

 

    • Andrea Zani
      consigliere interno

 

    • Davide Marconi
      consigliere interno

 

Al Consiglio Direttivo partecpano due membri esterni non elettivi, nominati dai rispettivi enti di appartenenza: 

    • Corrado Tomasi
      consigliere esterno di diritto per il Comune di Temù

 

  • Enzo Zani
    consigliere esterno onorario per il Gruppo Alpini di Temù

Collegio dei revisori dei conti:

    • Francesco Bettoni
      revisore, presidente del collegio

 

    • Antonio Trotti
      revisore

 

  • Marco Ghizzoni 
    revisore
Lunedì, 06 Ottobre 2014 00:00

Direttivo

Di seguito l'elenco di coloro che attualmente, a partire dall'Assemblea Generale degli Associati del 04 ottobre 2014, ricoprono le cariche sociali previste dallo Statuto dell'Associazione [file pdf 118k].

Presidenza:

  • Walter Belotti
    presidente
  • John Ceruti
    segretario generale
    vicepresidente

 

Consiglio Direttivo:

  • Walter Belotti
    presidente del Consiglio Direttivo
  • Fabio Fogliaresi
    consigliere interno
  • John Ceruti
    consigliere interno
  • Andrea Zani
    consigliere interno
  • Davide Marconi
    consigliere interno

Al Consiglio Direttivo partecpano tre membri esterni non elettivi, nominati dai rispettivi enti di appartenenza:

  • Roberto Menici
    consigliere esterno di diritto per il Comune di Temù
  • Alfonso Curtoni
    consigliere esterno di diritto per il Comune di Colico
  • Michele Toloni
    consigliere esterno onorario per il Gruppo Alpini di Temù

Collegio dei revisori dei conti:

  • Paolo Amadi
    revisore, presidente del collegio
  • Antonio Trotti
    revisore
  • Marco Ghizzoni 
    revisore

 

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