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Home arrow Bibliografia essenziale arrow Magifici 2008, La censura di trincea
Magnifici 2008 Stampa
Scritto da Giulia   
giovedì 30 settembre 2010

Alessandro Magnifici
La censura di trincea

Il regime postale della Grande Guerra

Edizione Nordpress 

disponibile per l'acquisto ON-LINE
Prezzo € 18,50 (più spese di spedizione)

La censura di trincea Le lettere, in trincea, erano l’unica speranza, l’unico modo di restare aggrappati a casa e di sentirsi più normali e lontani dall’inferno in cui si combatteva ogni giorno.

Scritta o ricevuta, la corrispondenza di guerra doveva servire a questo e i soldati in un primo tempo si prestarono all’illusione di potersi garantire un salvifico mondo parallelo, in cui sfogarsi e rivelare il mondo attorno che piano piano li rodeva nel fisico e nella mente.

Il piano dei comandi supremi non era soltanto quello di costringerli alla prima linea e agli attacchi più rischiosi: prevedeva il loro controllo ideologico, ma soprattutto l’intrusione nei loro affetti più privati, per renderli sempre meno uomini liberi e sempre più soldati ammaestrati.

Fu così che nacque una guerra parallela, una guerra civile della libertà di pensiero affidata a mastodontici apparati censori che presto assunsero il ruolo di unico servizio postale per gran parte del Paese. Dal 1915 al 1918 la censura militare riuscì a setacciare quattro miliardi di lettere.

I sogni, le speranze, le denunce, i drammi di milioni di soldati furono così «cestinati», sottratti alle famiglie per avviarli al silenzio degli archivi censori che questo libro è tornato ad aprire.

Frammento:

Cara Antonietta, un Peppino estremamente imprecante alla nequizia umana! Tutt’altro. Il mio buon umore non mi ha abbandonato e pur senza essere stato eroe, nel senso leggendario della parola, posso dirti di aver fatto tutto il mio dovere di soldato non ricorrendo mai ad alcuni stratagemmi per salvare la pelle. Ho avuto anche la forsa di ridere anche quando veniva dato l’ordine di saltare la trincea. Infatti, è inutile addolorarsi soverchiamente – le pallottole vengono anche quando si è preda del dolore! Nella tua ultima affettuosissima lettera mi parli t5roppo di dio! Povero vecchio buon dio!oramai, al candido pelo della sua fluente barba sono attaccate chissà quante anime imploranti la salvezza dei loro cari…”

«La censura di trincea»
Il regime postale della Grande Guerra

Sommario:

  • 9. La memoria negata
  • 14. Nota dell’Autore
  • 15. Quale Italia entrava in guerra?
  • 17. Gli uomini entrarono nelle trincee
  • 23. Scrivere nelle trincee
  • 31. L’entrata in guerra e la nascita della censura militare
  • 41. L’organizzazione e gli apparati censori
  • 53. I soldati e la censura
  • 58. La censura sui giornali
  • 62. Le lettere
  • 163. Bibliografia