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Domenica 18 ottobre 2009 è stato il primo importante appuntamento di Forte Montecchio Nord dedicato agli appassionati delle fortificazioni del novecento.
 Un momento del convegno Nel suggestivo corridoio principale della batteria corazzata, a pochi metri dalle bocche da fuoco che ancora armano il Forte, si è tenuto il convegno sul tema "La valorizzazione delle fortezze moderne dell’arco alpino italiano": una giornata di studio dedicata alla salvaguardia ed alla promozione culturale e turistica delle grandi opere fortificate moderne delle Alpi italiane.
Alcuni tra i più autorevoli specialisti del settore attivi nel Nord Italia hanno relazionato in merito alle proprie esperienze sul campo.
 Una fase del convegno Nella sessione mattutina della giornata di studio ha fatto da moderatore John Ceruti, direttore tecnico del Museo della Guerra Bianca in Adamello.
Laura Carabini ha dato lettura del contributo di Fosco Magaraggia dirigente della Struttura Sviluppo culturale del territorio della Regione Lombardia sul tema "Beni Storico-militari e loro valorizzazione culturale";
è poi intervenuto Walter Belotti, presidente del Museo della Guerra Bianca, che ha presentato l'ultima pubblicazione del Museo, "Le batterie corazzate", primo volume della serie dedicata alle grandi opere fortificate in Lombardia tra l'età moderna e la Prima Guerra Mondiale;
Stefano Cassinelli, responsabile di Forte Montecchio Nord, ha fatto gli onori di casa, descrivendo il Forte e la sua assoluta eccezionalità in Europa per caratteristiche e stato di conservazione;
quindi Sandro Flaim, dirigente della Soprintendenza per i Beni Architettonici della Provincia
Autonoma di Trento, ha descritto l'esperienza del proprio Ente nel sistematico recupero dei Forti del Trentino: proprio sul rilancio del sistema difensivo quale risorsa culturale la Provincia sta puntando fortemente in questi anni, investendo notevoli risorse;
poi l'architetto Fiorenzo Meneghelli, vice-presidente della sezione veneta dell'Istituto Italiano dei Castelli, che ha esposto l'esperienza e i risultati relativi al recupero di Forte Santa Viola, Verona, quale elemento iniziale di un processo di valorizzazione di un territorio ben più ampio comprendente il Parco della Lessinia;
Ceruti ha poi dato lettura del contributo di Furio Lazzarini, ricercatore storico, sulle batterie del Litorale del Cavallino di Venezia, cui ha dedicato molti anni di ricerca e di attività per il recupero, purtroppo a lungo ostacolato da altri interessi prevalenti.
 Pranzo del convegno Terminata questa prima sessione, a relatori e ospiti della giornata è stato offerto il pranzo nei suggestivi ambienti "alla prova" della caserma: nella camerata truppa è stato imbandito un lauto banchetto a base di specialità lariane, valtellinesi e della Valchiavenna, curato dall'Hotel Saligari di Verceia.
Dopo il pranzo, sono ripresi i lavori con la conduzione di Marco Balbi, presidente della Società Storica della Guerra Bianca:
primo appassionante intervento del pomeriggio è stato quello di Piergiorgio Corino, ASSAM - Associazione per gli Studi di Storia e
Architettura Militare, che da molti anni si occupa con competenza ed amore del recupero e musealizzazione dell'imponente struttura di Forte Bramafam, nella conca di Bardonecchia, dove nel tempo, con l'aiuto di molti soci e collaboratori, è stata realizzata una serie di diorami di impressionante realismo, relativi ad ambienti di lavoro militari, con decine di manichini in uniforme originale e migliaia di elementi di equipaggiamento e arredamento d'epoca;
proseguono i lavori con la relazione di Antonio M. Trotti, conservatore del Museo della Guerra Bianca, nella quale descrive il progetto "la difesa del Lario", da poco finanziato dalla Regione Lombardia, per la valorizzazione e messa in rete delle fortificazioni più importanti della Frontiera Nord presenti tra Como, Lecco e Sondrio, ai fini di una loro promozione culturale e turistica in modo unitario ed integrato con le altre eccellenze ambientali, paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche offerte dal territorio;
in coda al proprio intervento, Trotti porta i saluti di Osvaldo Grossi, presidente dell'associazione For.TI - Opere Fortificate del Cantone Ticino, esponendo la significativa esperienza svizzera per il recupero di Forte Mondascia e delle opere fortificate della Linea LoNa;
è la volta dell'architetto Andrea Simionato e dell'ingegnere Mirko Carollo che narrano la propria esperienza nell'ideazione, progettazione e realizzazione degli interventi di recupero dei Forti Campolongo,
Verena e Interrotto, sull'altipiano di Asiago;
è quindi Marco Pascoli, del Gruppo
Ricerche e Studi Grande Guerra del CAI-SAG di Trieste, che ci narra dei Forti del Friuli, con un'ampia introduzione storica e un'esauriente relazione sulle esperienze di valorizzazione;
a degna chiusura della giornata è giunto l'interessante intervento di Roberto Todero, Associazione “F. Zenobi” di Trieste, che descrive in dettaglio dislocazione e ruolo tattico-strategico delle opere di sbarramento austriache sul fronte carinziano, e le loro valenze dal punto di vista storico-militare e culturale.
 Atterraggio elicottero
Quale ultima chicca di una giornata eccezionale, non si può non citare l'atterraggio dell'elicottero dei Carabinieri di Orio al Serio sulla copertura della batteria corazzata, presso le cupole dei cannoni, che ha portato tra gli ospiti del convegno il comandante del Nucleo Operativo di Lecco, colonnello Giorgio Mameli, impegnato in attività di ricognizione del territorio dell'Alto Lario.
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