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Home arrow Archeo 2001 arrow I reperti
I reperti rinvenuti all'interno della casa Stampa
Scritto da Administrator   
martedì 30 maggio 2006

Alcuni dei numerosiframmenti di boccali e bicchieri con ansa a nastro rinvenuti all'interno della casa I reperti esposti nella mostra del 2001 rappresentano una selezione del cospicuo complesso di materiali rinvenuto nella casa addossata al masso erratico.
Distrutta da un incendio, essa conservò al suo interno gli apparati domestici, costituiti, a quanto risulta dallo scavo della porzione residua della struttura, esclusivamente da recipienti in ceramica fine, boccali, tazzette e bacili, che, frantumati dal crollo e in parte dispersi dal recente sterro edile, sono ancora in corso di ricomposizione e restauro.

Frammenti di bacili e di ciotole rinvenuti all'interno della casa Sebbene si tratti, date le modalità di recupero, di un insieme certamente monco - mancano infatti manufatti in osso e in metallo e oggetti pertinenti all'abbigliamento, resti di pasto e di attività domestiche, quali macine e macinelli - tuttavia esso appare di grande interesse per la notevole varietà di fogge presenti nell'ambito dei principali tipi ceramici e per la pertinenza ad un'unica fase cronologica, finora poco rappresentata e perciò tassello importante nella ricostruzione della ancor lacunosa sequenza tipologica della cultura alpina dell'età del Ferro.

Pietre discoidali di scisto, cotte dal fuoco Il complesso dei reperti, se si escludono un percussore in quarzite e numerosi sassi piatti di forma discoidale in scisto, cotti dal fuoco, rinvenuti sui piani d'uso della casa e forse connessi con l'attività di riscaldamento, è costituito da un numero considerevole di recipienti, per buona parte ricostruibili. 

Compaiono numerosi e variati nella forma i boccali o bicchieri monoansati con parete inflessa sotto l'ansa: è una forma carattetistica e peculiare dell'ambito centro-alpino a partire dalla tarda età dei Bronzo (XIIl sec. a.C.) e per tutta l'età dei Ferro (I millennio a.C.) ed è possibile seguirne l'evoluzione nei secoli, fino ai tardi epigoni d'età romana, e riconoscerne le varianti locali. uno dei boccali monoansati con  		parete inflessa sotto l'ansaNella casa di Temù si trovano associate alcune fogge che caratterizzano la fase formativa dell'orizzonte «retico», databile tra la fine del VI e la prima metà del V secolo a.C., presente in alcuni siti del Trentino, come il Ciaslir del Monte Ozol in Val di Non e il luogo di culto di Stenico nelle Giudicarie, ma anche nell'abitato di Parre in Valseriana: i massicci boccali a corpo ovoide ed orlo everso, con larga ansa a nastro, a volte decorati con fasce di tratti obliqui a pettine o con motivi incisi; i boccaletti a corpo subcilindrico e orlo rientrante, confrontabili con quelli dei depositi superiori del Ciaslir di Monte Ozol (strato B»); i bassi boccaletti globosi con orlo a tesa e stretta ansa a nastro e i cosiddetti bicchieri tipo Breno (dalla necropoli eponima camuna, con tombe a inumazione) o Muotta da Clus. Quest'ultima foggia, diffusa dal V sec. a.C. nelle Giudicarie trentine e nelle valli bresciane, bergamasche e in Valtellina, contrassegna questa specifica area geografica dove si osserva una certa omogeneità negli aspetti della cultura materiale e nelle attestazioni linguistiche ed epigrafiche. Sulla base di questi elementi e di altri, come il frammento di tazza tipo Fritzens con decorazione a lancette stampigliate, si può circoscrivere il periodo di vita della casa tra la fine dei VI e la prima metà del V secolo a.C..

Due bacili tipo Temù - ricostruzione A questo stesso contesto appartengono alcuni recipienti particolari, mai prima rinvenuti in tale quantità e così ben conservati come nella casa di Temù, dove alcuni esemplari interamente ricostruibili provengono soprattutto dall'US 6, ma anche dalla zona del focolare (US 8): si tratta di bacili, che d'ora in poi definiremo bacili tipo Temù, con fondo piatto e orlo sporgente e generalmente ondulato, decorati a scopettato su tutta la superfìcie o a fasce, a pareti di sottile spessore e fondo piatto, distinto dalla vasca da un leggero gradino.


Proprio questa particolarità del fondo e la stessa decorazione regolare a pettine possono suggerire che questi recipienti volessero imitare vasi in lamina metallica. Questa particolare forma, anche se trova qualche analogia in ambiente centro-alpino con le Lappenbecken, le teglie con prese a lingua impostate sul fondo decorate a scopettato, presenti anche nelle valli lombarde, era finora pressoché sconosciuta.

Minuti frammenti di orlo di bacile tipo Temù sono noti dai siti di Sagogn-Schiedberg e di Surcasti-Kirchenugel nei Grigioni, contesti pertinenti all'Hallstatt C/D, e dall'abitato del Dosso dei Castelli di Grosio in Valtellina, sì da far ipotizzare una specifìca produzione localizzata intorno alle Alpi retiche.
Ma l'abbondanza e la varietà dei bacili di Temù fa ora propendere per una produzione locale sudalpina.
(RPK)